La direttiva NIS 2 richiede alle aziende infrastrutture di sicurezza avanzate: crittografia, gestione delle vulnerabilità, firewall, accesso remoto sicuro, protezione del cloud e della supply chain. Prevede obblighi di segnalazione degli incidenti, gestione degli accessi e piani di continuità. Le aziende devono formare il personale, eseguire audit periodici e garantire una protezione rigorosa dei dati critici.
Per conformarsi alla direttiva NIS 2, le aziende devono adottare infrastrutture di sicurezza solide, incentrate sulla protezione dei dati e la gestione dei rischi informatici.
Ricordiamo che le aziende dovrebbe aver già regolarizzato le loro infrastrutture con termine ultimo il 18/10/204
Gli aspetti fondamentali dell’infrastruttura richiesta includono:
1. Protezione dei dati e gestione delle informazioni
•Crittografia: L’uso di tecnologie di crittografia è essenziale sia per i dati in transito che per quelli a riposo. Le aziende devono garantire che i dati sensibili siano protetti durante lo scambio e l’archiviazione.
•Backup e ripristino: Devono essere implementati sistemi di backup ridondanti con test periodici per garantire che i dati possano essere ripristinati in caso di perdita, attacco o guasto.
•Classificazione dei dati: Le aziende devono adottare politiche per la classificazione dei dati in base alla loro sensibilità e criticità, con conseguenti misure di protezione più rigide per i dati più critici.
2. Gestione dei rischi e monitoraggio continuo
•Sistemi di rilevamento e risposta agli incidenti (SIEM): Le aziende devono adottare strumenti di Security Information and Event Management (SIEM) per monitorare in tempo reale le reti, raccogliere log e generare allarmi in caso di comportamenti anomali o incidenti di sicurezza.
•Intrusion Detection System (IDS) e Intrusion Prevention System (IPS): Sistemi di rilevazione e prevenzione delle intrusioni per monitorare e bloccare eventuali attacchi informatici in tempo reale.
•Gestione delle vulnerabilità: È necessaria una procedura continua per l’identificazione, la valutazione e la correzione delle vulnerabilità software e hardware. Patch regolari devono essere distribuite per mitigare i rischi.
3. Sicurezza della rete e dei sistemi informatici
•Firewall avanzati: Devono essere implementati firewall di nuova generazione che offrano protezione avanzata contro attacchi esterni e segmentazione della rete per limitare la propagazione di attacchi interni.
•VPN e accesso remoto sicuro: Per proteggere l’accesso remoto, le aziende devono utilizzare Virtual Private Networks (VPN) e meccanismi di autenticazione forte (come l’autenticazione multi-fattore).
•Zero Trust Architecture: L’approccio Zero Trust, che presume che ogni accesso debba essere verificato, diventa cruciale per ridurre il rischio di attacchi interni ed esterni.
4. Protezione delle infrastrutture critiche e catena di approvvigionamento
•Protezione della supply chain: Le aziende devono assicurarsi che i fornitori e i partner rispettino anch’essi adeguati standard di sicurezza. È necessario valutare e gestire il rischio lungo tutta la catena di approvvigionamento.
•Sicurezza del cloud: Per i dati e i servizi ospitati in infrastrutture cloud, le aziende devono garantire che i fornitori rispettino gli standard di sicurezza richiesti dalla NIS 2, incluse misure di segregazione dei dati, crittografia e auditing continuo.
5. Controllo degli accessi e identità
•Identity and Access Management (IAM): Implementazione di sistemi di gestione delle identità e degli accessi per garantire che solo il personale autorizzato possa accedere ai sistemi e ai dati critici, con privilegi minimi necessari (principio del “least privilege”).
•Autenticazione multi-fattore (MFA): L’uso di MFA è richiesto per gli accessi a sistemi critici, per ridurre il rischio di compromissione delle credenziali.
6. Sicurezza fisica e resilienza
•Data center sicuri: I dati devono essere ospitati in data center con controlli fisici robusti (sorveglianza, controllo degli accessi) e misure di continuità operativa, inclusi alimentatori ridondanti, sistemi anti-incendio e sistemi di raffreddamento.
•Piani di continuità e disaster recovery: Le aziende devono predisporre e testare periodicamente piani di continuità operativa (BCP) e disaster recovery (DRP) per garantire che possano riprendersi rapidamente da eventi disastrosi o attacchi.
7. Formazione e consapevolezza
•Formazione continua del personale: Una componente essenziale della conformità alla NIS 2 è la formazione continua del personale per sensibilizzarlo sui rischi legati alla sicurezza informatica e sulle procedure per gestire eventuali incidenti.
8. Segnalazione degli incidenti e auditing
•Sistemi di reportistica automatizzata: Le aziende devono essere in grado di segnalare gli incidenti di sicurezza alle autorità competenti entro le tempistiche previste dalla direttiva, tramite strumenti di reporting e auditing automatizzati.
•Audit di sicurezza periodici: Audit regolari e valutazioni delle performance delle infrastrutture di sicurezza devono essere condotti per identificare debolezze e conformità normativa.
Implementando queste soluzioni, le aziende possono garantire la protezione dei dati e soddisfare i requisiti imposti dalla direttiva NIS 2, contribuendo a una maggiore resilienza contro le minacce cibernetiche.